Ricorre oggi il centenario della vestizione religiosa della Beata Elia di San Clemente (24 Novembre 1920)
Per l’occasione pubblichiamo una pagina della biografia ufficiale “Piccola Ostia” del recentemente scomparso Prof. Giuseppe Micunco.

La Vestizione: «Pronta per lo Sposo»
Alla vestizione si prepara come per le nozze. Scrive un breve biglietto alla mamma:
«Cara mammà, occorrono per il giorno della Vestizione i gioielli di brillanti, orecchini e collana per me e Chiarina. Avvertite Graziella e ti prego di mandarli subito per poi restituirli dopo la festa. Grazie infinite, Teodora (L3). »
I gioielli che chiede alla mamma per la celebrazione ricordano, secondo la simbologia monastica, quelli di cui è adorna la sposa dell’Apocalisse, «pronta per il suo Sposo» (Ap 21, 2).
La sua vestizione religiosa avviene il 24 novembre 1920, nella festa di san Giovanni della Croce*, il maestro della Notte oscura, alla cui spiritualità suor Elia tanto si ispirerà. Dora prende il nome del profeta Elia, il profeta del fuoco e del silenzio, il nome che le era stato proposto nel sogno fatto da ragazza; a quello di «suor Elia» il padre generale dell’Ordine aggiunge quello di san Clemente (prendendolo da un venerato padre carmelitano del tempo, «il Rev. Padre Clemente di Venezia, di cui indegna porto il cognome», ricorderà la stessa suor Elia, L 95). La accoglie nel noviziato madre Maria Maddalena Gabrieli, sottopriora e maestra delle novizie.
E la lettura di san Giovanni della Croce deve avere molto inciso sullo spirito di suor Elia. I pochi scritti che abbiamo di questo periodo precedente la professione parlano di croce e di sacrifici. Scrive alla sorella grande, Prudenzina: «Consoliamo Gesù coi nostri sacrifizi. Le gioie della terra non son fatte per noi, ma quelle del cielo» (L 7; scrive questo dietro un’immaginetta che rappresenta Gesù nel Getsemani, con la scritta: Videte, omnes populi, si est dolor similis sicut dolor meus, «Vedete, popoli tutti, se vi è un dolore simile al mio dolore», Lam 1, 12).
E scrive (a nome delle altre novizie, su incarico della madre maestra, che le riconosce evidentemente della qualità; la lettera è del 23 novembre 1920) al padre procuratore dell’Ordine:
La solitudine in cui tra poche ore entreremo ci si schiude dinanzi come un deserto in cui tutto tace perché più forte senta l’anima la voce del suo Dio: a noi sembra che il buon Gesù sia impaziente di comunicarci i dolci segreti del Suo Cuore Divino e che già abbia inviati i suoi Angeli a intimare il silenzio a tutte le creature… i nostri veri esercizi (gli esercizi spirituali dei giorni che precedono la professione, n.d.r.] ce li detterà il Signore nel segreto della nostra cella ai piedi della sua croce (L 11).
*la data della solennità liturgica fu poi spostata al 14 dicembre, giorno della morte del Santo, nel 1972)