“Nome dolcissimo, nome d’amore”.
Con queste parole di un antico ma sempre attuale canto, magnifichiamo la nostra Madre dolcissima. Ancor di più lo facciamo in questo mese di maggio che per tradizione è il mese dedicato alla devozione cristiana verso di Lei. Non possiamo non elevare il nostro dolce canto alla nostra tenera Madre. Tralascio gli eventi storici di tale devozione, per considerare in modo particolare il valore spirituale e filiale di questa pietà popolare.
Mi piace dare voce alla nostra amata sorella Santa Teresa di Gesù Bambino, che nella sua autobiografia, ci confida come essa avesse una particolare confidenza, familiarità con la “mamma” dolcissima.
Racconta che, recandosi con suo padre a Parigi per un pellegrinaggio, visitando le meraviglie Parigine, rimase esclusivamente colpita dalla “Nostra Signora delle Vittorie”, per le grazie che le concesse, al punto da sentirsi “rapita, provando ai piedi di Lei una gioia indescrivibile” che riuscì ad esprimere solo con “forti lacrime come nel giorno della mia prima comunione”. Nel suo racconto continua ancora dicendo che: “ho capito che vegliava su di me, che ero sua figlia, e così potevo chiamarla soltanto mamma, perché questo nome mi pareva ancor più tenero che quello di madre”.
In questo breve passo, vi sono elementi importanti che evidenziano i giusti e semplici atteggiamenti che dovremmo avere, per una sincera e vera devozione alla Vergine Santa, sfoltendo così, da ciò che è sterile e inutile.
Sicuramente ciascuno di noi conserva nel suo cuore un luogo mariano ben preciso che sin da piccolo ha favorito il proprio amore filiale verso la Vergine dolcissima. Tale luogo è per noi un costante ritorno, se pur con la mente, ogni qualvolta vogliamo manifestare la nostra pietà alla Vergine Santa. “Recandoci” in questa “casa mariana”, i ricordi che ci ritornano sono tanti: volti di tanti nostri fratelli e sorelle, profumi, inni, celebrazioni e tradizioni varie. Tutto arricchisce e gonfia il nostro cuore e la nostra devozione. E poi ogni luogo ha la sua storia particolare, il suo evento straordinario, che ci parla di una presenza costante della Madonna se pur in modo diverso, ma che sempre ci riporta all’ amore verso il Suo Figlio Gesù, elemento questo che accomuna tutte le varie e molteplici storie mariane. Da questi molteplici luoghi geografici si parte con la mente, per poi lasciarsi avvolgere con il cuore ed esprimere, da qualunque ambiente ci troviamo, l’amore per Lei. Tale amore, ci conduce al Suo adorabile Figlio. D’altronde lo sappiamo bene e lo diciamo spesso che non si può amare Maria se non amiamo il Suo Figlio. Lei, Odegitria, ci indica, ci conduce appunto verso Gesù. Non può essere diversamente. Da sempre quel “fate quello che vi dirà” è sulle labbra dolcissime e risuona costantemente alle nostre orecchie. La nostra bella Puglia, dal Gargano a Santa Maria di Leuca è piena di questi luoghi mariani intensi di storia e devozioni. Sarebbe bello se si riuscisse a conoscerli tutti e magari, quando sarà possibile, visitarli, per poter toccare con mano, la storia e il culto della Madonna, che il nostro popolo da sempre ha coltivato.
Santa Teresina dalla bellezza esteriore del Santuario, si lascia coinvolgere così intensamente al punto tale da lasciarsi “rapire” da Maria. Non può essere diversamente per un anima unicamente innamorata di Dio. Infatti,dalla bellezza esteriore del luogo sacro, si arriva all’incontro con ciò che è essenziale per un anima di Dio: l’incontro con il Signore. Sarebbe sterile se un luogo sacro fosse solo bello esteriormente ma non “rapisse” l’anima all’essenziale!
Questo incontro con Dio avviene anche in un santuario mariano, dove ciascuno di noi attraverso Maria viene, come quasi preso per mano, condotto al Figlio Divino da Lei stessa. Ecco perché noi amiamo la Vergine Santa, ecco perché noi confidiamo a Lei ogni nostro affanno, desiderio e preoccupazione. È un gesto spontaneo che sentiamo di fare con estrema serenità. Siamo certi di essere ascoltati, accarezzati, aiutati e compresi. Lei dolcissima Madre è sempre presente nella nostra vita, ogni giorno dell’anno, sempre. Ci accostiamo a Lei perché essa riduce le distanze tra noi e il suo amato Figlio. Lei diviene la nostra Mediatrice in assoluto. Lei è Colei che ci difende dalle forze del male che ci assillano. E quando ci sentiamo accolti, amati, ascoltati, difesi, sgorga dal nostro cuore una pace così intensa che, proprio come Teresina, non riusciamo ad esprimere se non solo con le lacrime. Chi di noi non ha sentito almeno una sola volta nella sua esperienza di fede, un palpito nel suo cuore dinnanzi a questa Mamma così premurosa?
Stando qui presso il Santuario di Jaddico in Brindisi, santuario aperto giorno e notte, ho visto con i miei occhi quanto amore filiale e confidenziale vi è verso la Madonna, anche da parte dei cuori più induriti. Giovani e meno giovani confidano e affidano a questa Madre i loro sentimenti, le loro difficoltà, le loro lacrime ed anche le loro gioie, certi di essere ascoltati e esauditi. Molti di essi ritornano poi per rendere noto a noi Padri, ciò che è accaduto di straordinario entrando in questo santuario: un cambiamento e un desiderio di conversione della loro vita. Credo che non sia poco; credo che la Vergine Santa davvero operi grandi cose nella vita di tutti; credo che la devozione a Maria non sia una cosa da niente o peggio ancora cosa da semplice bigottismo.
Da qui scaturisce la certezza che la Mamma celeste, veglia sempre e per sempre su ciascuno di noi. Spesso la vita ci fa assaporare momenti di tristezza, di angoscia di ansia. Sembra che tutto il mondo ci caschi sopra. Cosa fare in quei momenti, se non cercare qualcuno a cui confidare le nostre paure? Chi meglio della nostra Mamma dolcissima può comprenderci? Il nostro amore verso di Lei, non è una sterile devozione, ma un atto sincero di confidenza e di sincero affetto. Direi che Essa stessa si lascia sempre trovare, appunto come una mamma che segue sempre il proprio figlio in ogni momento della sua vita. Santa Teresiana aveva compreso bene che la Vergine Santa vegliava sempre su di lei. E noi? Riusciamo a intravedere questo sguardo materno di Maria nella nostra vita? Mi auguro con tutto il cuore che ciascuno di noi sappia davvero sentirsi protetto e custodito da questa nostra tenera Madre.
Il ritornello di un altro bellissimo canto mariano, pone sulle nostre labbra tale delicata espressione : “ Come una mamma vivi accanto a noi, come una mamma” .
Sentire accanto Maria, è davvero fonte di grande sicurezza. Non solo, questa sua vicinanza così forte crea persino un legame di profonda figliolanza con Lei. Si, siamo tutti figli suoi! Meraviglia immensa! Tenerezza unica!
Ecco allora che la nostra preghiera a Maria anche nel mese di Maggio, non è una sterile pratica devozionale, ma diventa espressione di fede che esprime esteriormente e comunitariamente tutto il nostro atto d’amore verso la nostra dolcissima Mamma. Abbandoniamoci allora nelle mani di questa tenera Mamma, lasciamo a Lei ogni nostra speranza, certi di trovare ascolto. Accogliamo ogni Suo Buon Consiglio, certi che Essa saprà certamente condurci sulla giusta strada che è il Suo Figlio Gesù.
In questo nostro pellegrinare in “ questa valle di lacrime” , ci sia sempre accanto Maria, in modo che, quando il nostro passo rallenta, Lei possa darci la giusta spinta in modo tale da poter accelerare il nostro passo spesso stanco e deluso.
Che questo mese di Maggio possa rinvigorire ancora di più il nostro amore filiale verso la Mamma dolcissima e che tutta la nostra vita sia un dolce canto a Colei che da sempre lo è stato per il suo Figlio Gesù.
Vi faccio dono delle parole di una preghiera, che ho composto alla Madonna di Jaddico, in occasione della istituzione della Memoria obbligatoria di Maria Madre della Chiesa, voluta dal nostro Papa Francesco:
ALLA MADONNA DI JADDICO
O Madonna di Jaddico,
Madre della Chiesa,
eccomi ai tuoi piedi per invocare il tuo aiuto su di me, misera creatura.
Vedi quanti ostacoli oscurano il mio cuore!
Ho bisogno di una luce che rischiari il mio cammino immerso nelle tenebre del peccato.
Oh Madre, che ti rivelasti dapprima con un bagliore di luce
emanato dal muro pericolante e poi con la Tua grande amabile presenza,
concedimi di essere anch’io confortato e incoraggiato
dal Tuo dolce sguardo.
In questo mio pellegrinare,
sii Tu il mio sostegno: asciuga le mie lacrime, rafforza il mio animo,
donami la Tua speranza, Madre mia cara!
Prendimi per mano, conducimi sul giusto cammino,
custodiscimi da ogni sbandamento
che mette a rischio la mia vita e quella dei miei cari.
Non abbandonarmi nei perigli della vita!
Sono sicuro che solo la tua dolcezza di Madre amabile,
potrà rialzarmi da ogni tentazione che travaglia la mia esistenza.
In Te credo, in Te spero, in Te mi rifugio
o mia amata Madonna di Jaddico.
Amen
Articolo a cura di Don Stefano Rocca, della comunità di Jaddico (Br)