Messa per i 400 anni dall’erezione canonica della Provincia di Napoli ocd Santa Teresa a Chiaia (Napoli)

Cari fratelli e sorelle, sono molto lieto di trovarmi qui oggi. Sono venuto per rendere grazie a Dio per questo 400° anniversario della nostra presenza a Napoli. 400 anni dall’erezione canonica della Provincia napoletana. A nome di tutto l’Ordine, di tutto il Carmelo, di tutti i miei fratelli e sorelle nel mondo, come padre e fratello, rendo grazie a Dio insieme a tutti voi per questa storia di grazia, di fedeltà, di misericordia. Una storia tessuta giorno dopo giorno da tutti coloro che l’hanno costruita e plasmata fino ad oggi. Frati, monache, laici, amici e collaboratori: tutti parte di una grande famiglia. Alcuni sono rimasti nella storia per aver ricoperto un ruolo di rilievo, mentre la maggior parte, operai anonimi, luci provvidenziali, storie che sopravvivono per sempre nel cuore di Dio: nessuna di esse si spegne nella memoria di Dio.

Oggi celebriamo questa storia viva di quattro secoli che in questo giorno si trasforma in canto, in Magnificat e in un inizio rinnovato, umile e docile allo Spirito Santo. Celebrare la storia significa rinascere, ricominciare a credere, reinventare il ruolo protagonista di Dio che compie meraviglie nella nostra piccolezza. È così che il Carmelo è sempre sorto e ha avuto inizio, in ogni momento della sua storia. Sul Monte Carmelo, ad Ávila, a Napoli e in tutte le nostre case di questa regione.

Le letture di oggi ci offrono il contesto per vivere questa celebrazione con l’atteggiamento di Maria. La Provincia è dedicata alla Madre di Dio. Oggi è anche un’azione di grazie a Maria, per aver accompagnato in pellegrinaggio la Provincia giorno dopo giorno. Nel Vangelo di oggi, una delle icone più care ai carmelitani di tutti i tempi: Maria in cammino, con il cuore innamorato e con il Bambino nel grembo, verso la casa della cugina, per servire. È l’immagine della contemplazione perfetta, l’incontro fecondo tra Maria e sua cugina Elisabetta che si trasforma nel Magnificat. Oggi ci riuniamo per cantare la meraviglia di Dio in ciascuno di noi e nella Provincia, ed esultiamo di gioia. Siamo invitati a essere pellegrini, come Maria, della fede e della speranza. Nel Salmo, Davide glorifica Dio, che è il protagonista e l’artefice, la forza e la ricchezza di questa storia secolare. Nel libro dei Re, suo figlio Salomone benedice Dio, che è eternamente fedele, ha adempiuto tutte le sue promesse e non ci ha mai abbandonati. Un invito a essere fedeli e a seguire il Signore con tutto il cuore.

Le conferenze di questo pomeriggio ci hanno fornito un quadro di riferimento e hanno dato un volto, una storia e una vita a tutto questo. Una visione opportuna del Seicento napoletano, della nascita e dello sviluppo della Provincia e della chiesa di Santa Teresa al Museo, luogo delle origini.

L’erezione canonica ebbe luogo il 9 maggio 1626. Nomi come Pietro della Madre di Dio, che preparò il terreno e diede impulso alla comunità di Santa Teresa al Museo nel 1604, e i provinciali Giovanni di San Girolamo e Ferdinando del Santissimo Sacramento. Con zelo teresiano, ardente spirito carmelitano.

Una storia provata dalla croce e dalle difficoltà, tempi di deserto e persecuzione, soppressione e dispersione nel XIX secolo. Una costante nel Carmelo di tutti i tempi: morte e rinascita, sempre un fuoco che rinasce secondo la volontà di Dio. Una costante in tutta la storia della salvezza, come le pagine della Sacra Scrittura rivelano e insegnano, fino alla Pasqua del Signore Gesù, fino a noi, oggi, qui.

Le monache, fin dall’origine, sono state il polmone e il cuore: le carmelitane della Campania e della Puglia, con la loro fedeltà e la loro preghiera, hanno mantenuto vivo il carisma nei momenti più bui. Tanti frutti di santità nascosta, con esempi ammirevoli come le beate Elia di San Clemente e Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, la venerabile Colomba di Gesù Ostia, e la vitalità del Carmelo Secolare OCDS. Fin dall’origine i laici e i consacrati secolari, carisma nel mondo che costituisce la Provincia fino ad oggi, fermento evangelico vivo e fresco nel mondo di oggi.

Questo giubileo guarda al passato per rinascere e per continuare a coltivare nella storia di oggi un carisma vivo: perseverando nella preghiera, come amicizia con Dio, costruendo un’autentica fraternità capace di superare le crisi, vivendo la semplicità e la radicalità evangelica, e promuovendo le vocazioni, con un discernimento e un accompagnamento autentici. Torniamo alle radici della nostra famiglia, come comunità solida, con i pilastri teresiani: umiltà, distacco e amore reciproco. Solo nella comunione e nell’unità intessuta di umiltà, libertà e vera amicizia c’è futuro.

Dove vive e rivive il carisma? Vive nei cuori autentici. Vive là dove c’è una persona che prega. Vive là dove qualcuno si abbandona nelle mani di Dio. Vive là dove un fratello ama un altro fratello. Vive là dove una sorella offre silenziosamente la propria vita. Vive là dove un laico scopre che anche in mezzo al mondo può vivere una profonda amicizia con Cristo in comunità.

La storia va ringraziata, non archiviata. Si dice che la gratitudine sia una delle virtù più importanti di Santa Teresa. La memoria autentica non conserva statistiche, ma ci invia, come i primi discepoli, con fragilità e povertà, con la piccolezza di Maria, nella quale Dio desidera compiere i suoi miracoli e le meraviglie dell’inizio, con le nostre mani vuote e i piedi scalzi, l’umiltà e l’audacia dei figli e delle figlie del Carmelo.

A San Giovanni della Croce, in questo anno giubilare, affidiamo questa provincia di Napoli. Egli è maestro della luce nella notte, della Parola nel silenzio, della fiamma nei deserti della vita, di un Cantico in tempi di fragilità; ci invita all’unione e ad abbandonarci, arrenderci all’amore di Dio, senza aspettare domani.

Grazie a tutti coloro che sono stati, siete e saranno parte di questa storia del Carmelo a Napoli, Bari e Jaddico. A nome di tutto l’Ordine, GRAZIE DI CUORE per ciò che è stato e per ciò che verrà.

Santa Maria, Madre di Dio, porta nel tuo grembo i tuoi figli e le tue figlie del Carmelo qui, in questa provincia e nel mondo. Ci consacriamo a te per essere in te ciò che Gesù desidera e sogna per noi. Grazie, Madre. Conducici per mano e stringici nel tuo grembo. Siamo tuoi. Ora, ancora e sempre, cominciamo!

Napoli, 18 settembre 2026. Miguel Márquez Calle ocd Gen.