“Teresa di Gesù, Dottore della Chiesa, maestra della luce, scintilla dell’amor, insegnaci la via che percorresti tu con l’alma innamorata, cercando in te il Signor”.
L’eco dell’Inno, che le squisite e instancabili suore carmelitane ci hanno insegnato durante la permanenza della preziosa Urna con le reliquie di Santa Teresa di Gesù nella nostra Parrocchia, ci risuona ancora nella mente e, soprattutto, nel cuore. Sono parole che sintetizzano il cammino spirituale della Santa Madre verso la Meta tanto agognata: l’amore verso il Signore e la via per incontrarlo nella nostra anima attraverso l’orazione, il distacco dalle cose di questo mondo, la purificazione da tutti i difetti, l’affidamento alla Sua volontà e l’amore al prossimo.

Dal 21 al 25 marzo, con Don Giancarlo Borrelli, nostro Assistente Spirituale e Parroco della Parrocchia “Santa Maria del Carmine”, abbiamo frequentato un corso intensivo alla scuola di Santa Teresa, avvalendoci della guida illuminata di Padre Carlo De Filippis e dell’animazione di Suor Rosa, Suor Teresa e Suor Asunción.
Dal solenne rito di accoglienza fino alla processione finale con il simulacro della Madonna del Carmine e l’Urna delle reliquie, abbiamo vissuto in un’altra dimensione, piena di emozioni ed arricchimenti spirituali. Santa Teresa, laandariega, ha percorso anche le strade della nostra cittadina, indicando il suo cammino di perfezione ai nostri bambini, ragazzi, giovani delle scuole superiori ed ai tanti intervenuti, uomini e donne di ogni età. Lode e gloria al Signore!

Il programma, fittissimo di impegni, è stato svolto egregiamente da P. Carlo e dalle suore. Hanno incontrato tutti i gruppi parrocchiali ed i componenti dei nove Centri d’ascolto, accolto la scuola media per il Precetto Pasquale, visitato le scuole superiori, infiammando i giovani, e presieduto le celebrazioni ed i riti predisposti dalle 7.30 del mattino, con i bambini, fino alle 22.30 di sera, portando a conoscenza di tutti la vita di santa Teresa e la sua spiritualità.
Per noi Secolari, gli Esercizi Spirituali Quaresimali, svoltisi in quei giorni, hanno rappresentato un ulteriore motivo di edificazione. Il tema era “Il Cammino di Santa Teresa è il cammino di tutti” e Padre Carlo lo ha trattato con maestria e passione, portandoci a comprendere che il percorso della nostra Fondatrice non si discosta da quello di molti di noi, finché non ha incontrato Gesù ed ha fatto esperienza del suo amore e della sua misericordia. L’incontro con la Sacratissima Umanità del Salvatore l’ha portata ad individuare il fulcro della sua vocazione: non più il desiderio dell’eternità, non l’anelito del Paradiso, ma l’amore pieno e tanto disinteressato da farla divenire serva dell’Amore. Il Signore le ha teso la mano e lei l’ha afferrata, iniziando un cammino di perfezione che la potesse condurre alla settima mansione del suo castello interiore. Non solo, perché, come i discepoli di Gesù, è scesa anche lei dal Monte Tabor, uscendo dalla clausura per svolgere la missione affidatale: fondare altri monasteri dai quali si innalzassero continuamente canti di lode e orazioni per la salvezza delle anime.
Teresa ha potuto iniziare un “altro libro” della sua vita, vivendo la sua piena donazione a Dio, sperimentando la sua infinita misericordia e mettendosi a servizio della Chiesa.
Padre Carlo, a questo punto, ci ha proposto di fare, privatamente, un salutare discernimento circa la nostra vocazione ed il nostro essere Carmelitani, domandandoci: <<Io ho incontrato Gesù? Ho compreso che è Lui l’unica via per la salvezza e che l’orazione è la strada privilegiata per trovarlo all’interno della mia anima? >>

La nostra Santa Madre ci ha indicato un metodo di orazione che, anche con il passare dei secoli, è sempre valido ed attuale: stabilire “un intimo rapporto di amicizia, un frequente intrattenimento, da solo a solo, con Colui dal quale sappiamo di essere amati” e perseverare con “determinata determinazione”, senza arrendersi, ma rialzandosi dopo le cadute, perché nessuno ha mai preso Dio per amico invano. Stare davanti a Lui con le nostre imperfezioni, con umiltà, guardarlo ed amarlo. Teresa ha potuto contemplare la Bellezza di Gesù e la luce del suo sguardo misericordioso, che ha toccato il suo cuore e l’ha reso libero.
Anche per noi Secolari, il Carmelo potrà diventare luogo di bellezza, angolo di cielo, casa di Nazareth, se sapremo lasciarci incontrare da Gesù, se gli chiederemo “Maestro, dove abiti?” ed al suo invito, “Venite e vedrete!”, risponderemo con amore e dedizione. Solo allora potremo fare esperienza di qualcosa di più forte, di più vero, di una dimensione più alta, vivendo una vita armonicamente divisa tra chiesa, famiglia, lavoro e società, avendo come centro il Cristo, che dimora in noi e ci ha chiamati.
Grazie, Padre Carlo, ti siamo riconoscenti e pregheremo per te affinché, per intercessione di Santa Teresa di Gesù, il Volto del Signore risplenda sempre nel tuo cuore con la sua luce e la sua bellezza.
Angela Giagnorio ocds