Esercizi spirituali a Nusco – Testimonianza

Riceviamo la seguente testimonianza di Francesca, una dei partecipanti agli Esercizi Spirituali che il Consiglio Provinciale ha realizzato a Nusco per le fraternità della Provincia Napoletana:

Dal 2 al 5 luglio  a Nusco presso l’accogliente Casa “Madonna del Carmelo”,  nello storico Palazzo Saponara, l’Ordine Secolare Carmelitani Scalzi della Provincia napoletana ha vissuto un evento di feconda bellezza: gli Esercizi Spirituali. Il tema scelto “La comunità, luogo della misericordia”, relatore  P. Carlo Colonna, gesuita. I quattro componenti del Consiglio provinciale Ocds hanno coordinato l’evento facendosi fruttuoso aggregante per tutti. I partecipanti sono stati numerosi e provenienti da diverse Fraternità: San Nicandro Garganico, Santa Teresa  di Bari, Santa Maria del Monte Carmelo di Bari, Lago Patria, Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere, Santa Teresa a Chiaia in Napoli, Torre del Greco.

 

Insieme ai fratelli e alle sorelle che hanno già fatto la promessa definitiva hanno partecipato al ritiro spirituale alcune sorelle in cammino verso la promessa temporanea ed altre verso l’ammissione alla famiglia Carmelitana. Perché abbiamo partecipato a questi esercizi? Animati dall’ardente zelo per il Signore, Dio degli eserciti, intendiamo “vedere Dio” e, perciò, procedere nel cammino di perfezione facendoci singolarmente e come comunità luogo della misericordia.

 

La brochure del programma delineava intense giornate che abbiamo vissuto con la gioia di chi gusta primizie di vita: celebrazione della liturgia delle ore, meditazione, lectio humana, riflessioni personali in silenzio su spunti suggeriti da Padre Colonna, eucarestia, esperienza del pranzo in silenzio e ricreazione di stile teresiano. Sotto l’esperta guida del nostro relatore la preghiera, la formazione, il reciproco ascolto, le pause ricreative, tutto è diventato lode, invocazione e ringraziamento a Dio. Il fascinoso modo di presentare i contenuti delle Sacre Scritture inerenti al tema della misericordia, dalla Genesi ai libri sapienziali, ai Salmi, al Vangelo, alle lettere paoline, all’Apocalisse,  ha reso contenuti ed approfondimenti biblici di agevole fruizione. Avvalendosi dei più diversi mezzi comunicativi Padre Colonna ha istruito, guidato, animato tutti. La sua briosa energia creativa ci ha contagiato nella lode a Dio. Accantonate le statiche recitazioni vocali  abbiamo vissuto dinamiche esperienze d’incontro con il Signore, il Bene amato. Ci è parso di vedere un originale seguace ed interprete della Scuola Teresiana. Le omelie durante le celebrazioni eucaristiche sono state intessute nel percorso meditativo-formativo degli Esercizi. Ci è stato illustrato il percorso di incontro con Dio misericordioso, e abbiamo constatato che il nostro relatore si è fatto il grande misericordioso per tutti i partecipanti, consentendo ad ognuno, qualsiasi fosse il  livello del cammino, di gustare pagine bibliche che annunciavano la misericordia, la sapienza e la giustizia dell’Amore di Dio. Nelle celebrazioni eucaristiche, messi da parte i freddi stereotipi cultuali, l’assemblea vibrava di gioia cantando gli originali brani, composti da Padre Colonna,  di lode e di ringraziamento a Dio, a Gesù, allo Spirito Santo e alla tutta bella e tutta pura Maria, Madre di Dio e Madre nostra.

 

Queste le tracce delle meditazioni.

 

  1. Il Sacro Cuore di Gesù: sorgente di misericordia. Il nostro cuore deve attingere a questa fonte, bevendo l’acqua della misericordia si diventa misericordiosi. Dal cuore misericordioso del singolo cristiano si passa alla comunità misericordiosa. Il cuore del cristiano deve orientarsi al Cuore di Gesù che è cuore della Sapienza, la misericordia è parte della Sapienza, è prerogativa del sapiente, del giusto, è prerogativa dello Spirito. La misericordia non è un sentimento, essa esprime un sentimento. La Sapienza è la madre della creazione, Dio ne è il Padre. La Sapienza dà, dando dona la vita, costruisce. Tutto l’universo si regge sulla gloria di Dio. L’amore di Cristo è il centro della vita, immergendosi nel Cuore di Cristo si trova l’amore di Dio. È importante per tutti arrivare all’amore di Cristo, una delle vie per conoscerlo è la rivelazione fatta a Santa Margherita Maria Alacoque.  Sono stati letti diversi brani dalla sua Autobiografia e dalle Lettere a P. Croiset. “ Da ogni parte di quella Sacra Umanità “ si sprigionavano fiamme, ma soprattutto dal Cuore. Il centro di Dio è amore, il centro del vero uomo è amore, il centro del vero uomo è l’umanità di Gesù con i suoi desideri di amore, di misericordia e di salvezza per gli uomini. La misericordia è una modalità dell’amore, è un amore improntato alla gratuità assoluta. La legge scritta nel cuore dell’uomo è la misericordia. Le ferite del Cuore di Gesù per mancanza di amore e per mancanza di rispetto della sua dignità possono essere consolate con l’amore e la lode a Dio.  Lo Spirito Santo è il grande riparatore che accende nel nostro cuore l’amore e la lode a Dio e ci fa amanti ed adoratori di Dio- Padre.  Gesù ci educa ad essere figli del Padre, ad amarlo con tutto il cuore e a lodarlo. Nella Lettera ai Colossesi, capitolo 3°, viene sviluppato il tema della misericordia. Paolo esorta a decostruire l’uomo vecchio e ricostruire l’uomo nuovo secondo le caratteristiche della misericordia di Dio. L’uomo vecchio è seppellito con Cristo nel suo sepolcro, l’umiltà della Croce  custodisce il dono della salvezza. L’uomo risorto per virtù di Cristo ha bisogno di restare in Gesù. San Paolo indica ai Colossesi il cammino da fare. Rivestiti di Cristo esprimano la misericordia, l’umiltà e la bontà di Cristo. La misericordia è il patto tra Dio e noi. Come individui e come comunità siamo chiamati a vivere le beatitudini e soprattutto ad esercitare la carità. La misericordia si apprende dalla misericordia di Dio ed ha una ricaduta comunitaria. A noi tocca testimoniare l’opera di Dio sui peccatori.

 

  1. La spiritualità della lode nasce con l’inabitazione di Dio. Dove? Nella tenda di Mosé, nel tempio che conteneva l’arca e nel nostro corpo, tempio della SS. Trinità. Tipico della spiritualità carmelitana è l’esperienza dell’ inabitazione della SS. Trinità  nell’animo del giusto.  Occorre vivere a livello esperienziale, dentro di noi, l’inabitazione della SS. Trinità,  bisogna costruire il castello interiore con la dimora di Dio nella settima mansione. I Salmi esprimono la spiritualità rivolta a colui che abita nel tempio, nel luogo della divina presenza. Dobbiamo recuperare e rinnovare la radice biblica del senso della Trinità. Gesù Cristo è Gesù della Trinità, ogni santo è una stanza del tempio della Trinità, il Dio che abita il tempio, il Dio delle vedove e degli orfani è un Dio misericordioso. Nella Lettera agli Efesini 4, 6 esplode l’acclamazione di Paolo: “Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti”.

 

  1. I tre desideri del Cuore di Gesù. “Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”. Apocalisse 3, 20. “Egli mi fece vedere che l’ardente desiderio di essere amato dagli uomini per ritrarli dalla via della perdizione, … lo aveva indotto a manifestare il suo Cuore agli uomini”. Lettera 133 a P. Croiset. Gesù ci attira e ci fa entrare in una relazione interpersonale. Egli desidera manifestare tutta la ricchezza del suo cuore per attirarci a sé  in una relazione amicale, sponsale, di fedeltà. Come si può vivere nel Cuore di Gesù? Bisogna entrare nel mistero del Cuore di Gesù e vivere per i desideri del Cuore di Gesù. I suoi tre desideri sono: La salvezza degli uomini, questo è il desiderio basico:   far passare dal peccato alla grazia; la santificazione, la crescita fino alla perfezione; ed infine la riunificazione dei cristiani e ricondurre  tutto all’unità universale. Per attuare questi desideri di Gesù bisogna essere uniti. Tutte le divisioni sono ferite al Cuore di Gesù. I suoi desideri devono diventare i nostri desideri e vanno attinti alla sorgente del Cuore. Occorre vivere lo zelo per Gesù, come San Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. Lettera ai Galati 2, 20, a cui fa eco Teresa di Gesù: “Vivo ma in me non vivo” , Desiderio del Cielo. Contemporaneamente c’è l’azione dello Spirito Santo che Gesù chiama il grande Consolatore. Lo Spirito Santo arde dal desiderio di realizzare i desideri di Gesù e ci sostiene nel realizzarli. È Gesù che deve risplendere in alto, è Lui lo Sposo, tutta la Chiesa è la Sposa del Sacro Cuore, ed è in funzione dello Sposo. Nei secoli il Sacro Cuore si è manifestato con il linguaggio delle persone del tempo ma la sostanza è rimasta la stessa: da Santa Margherita Maria Alacoque (1647 – 1690), a Suor Faustina Kowalska (1905 – 1938), a Don Elia Bellebono (1912 -1996), al movimento carismatico dei nostri giorni.   Come è stato evidenziato in un suo scritto da P. Carlo Truzzi, ocd, il Carmelo è legato alla devozione del Sacro Cuore di  Gesù attraverso la spiritualità: di Santa Teresa di Gesù Bambino, tutta centrata sull’ Amore misericordioso di Gesù; della beata Margherita Redi (1747-1770), rapita dall’amore di Dio, simboleggiato proprio nel “Sacro Cuore”;   di Teresa d’Avila, perduta d’amore per Gesù.  “Credo, afferma P. Truzzi, che da tutto questo sia nato l’uso di aggiungere all’immagine di Maria sullo Scapolare, segno dell’amore di Maria, quello del “Sacro Cuore”,  il corrispondente segno dell’amore di suo Figlio”.

 

  1. Il Cuore di Gesù: fonte di misericordia, di sapienza e di giustizia. Queste tre realtà portano il dono della vita. Nella Lettera agli Efesini 3, 15 – 19  “… il Padre della gloria vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui”. Il Padre, invoca San Paolo, dia una piena conoscenza di Lui e del progetto che ha su di voi, per farvi comprendere a quale speranza e potenza vi ha chiamati. La stessa potenza del Padre che risuscitò Gesù dai morti opera oggi in mezzo a noi. Paolo si mostra zelante del secondo desiderio del Cuore di Gesù: la nostra santificazione. Essa si consegue con un cammino di perfezione. La sapienza ha sede nel Cuore di Gesù. In senso contemplativo la Sapienza è Verità, ad essa si affianca la sapienza del buon governo, la saggezza di ogni giorno e dei tanti aspetti della vita. Preghiamo così: O Signore, fonte della sapienza insegnami la sapienza. La nuova Gerusalemme cantata nell’Apocalisse 21, 14, nasce dalla sapienza di Gesù. La sapienza di Dio abbraccia tutta la teologia contemplativa, tutto ciò che riguarda l’arte della preghiera è sotto il dominio della Sapienza.  I sette libri sapienziali: Proverbi, Siracide, Qoelet, Giobbe, Salmi, Cantico dei Cantici, Sapienza,  sono i fiumi della Sapienza di Dio e sono di grande attualità. I Proverbi e il Siracide riguardano le virtù della sapienza pratica delle varie situazioni della vita. Il Qoelet e Giobbesono due libri filosofici. Nel primo si mostra che i beni terreni sono tutti vanità, in Giobbe, nella sofferenza  del giusto si presenta la necessità della sapienza di Dio per non perdere la fede a causa delle tribolazioni della vita. I Salmi sono il libro della preghiera, rappresentano il giardino della preghiera di lode, di supplica e di ringraziamento, sia a livello personale che sociale. Qui abita il Creatore, noi possiamo entrare e Lui ci insegnerà come superare le prove e come godere di Lui. Qui è il dominio della sapienza, e si richiede un buon livello di Sapienza di Dio. Il Cantico dei Cantici e la Sapienza sono due libri mistici,  esprimono il matrimonio tra Dio ed Israele, Nel sesto libro si trova un linguaggio mistico più ordinario, nel settimo, Libro della Sapienza, il linguaggio è più intellettualistico. Queste tematiche costituiscono una vera architettura spirituale e si ritrovano nella Tradizione della Chiesa, da Santa Teresa di Gesù, a S. Ignazio di Loyola, a S. Francesco di Sales. La Sapienza è  una  realtà  vivente,  dinamica, “ non s’addormenta il custode d’Israele”(Salmo 121, 4). La gloria della Sapienza viene descritta nel capitolo 7, 22-30  con 21 attributi dello spirito che è in essa. È conoscenza, potenza, splendore e “si estende vigorosa da un’estremità all’altra e governa a meraviglia l’universo” (Sapienza 8, 1.) La Sapienza indica la vicinanza con Dio, è la virtù madre, è la virtù che insegna la Giustizia, e la Giustizia insegna la sapienza della vita. Il principio base per l’osservanza della Legge della Giustizia è il timore di Dio. Il più grande timorato di Dio è Gesù che ha osservato la volontà di Dio fino alla morte di Croce. Nel Libro della  Sapienza, capitolo 9 Salomone chiede la Sapienza di Dio per giudicare con giustizia. La giustizia e la sapienza sono le due colonne dell’universo, Dio ha inviato Gesù per restaurare la giustizia, il segno visibile della presenza di Dio nel mondo è la giustizia che esiste come realtà in sé e come giustizia nelle cose concrete. La giustizia di Dio è misericordiosa, perché Dio tende ad amare e a riportare a sé i suoi figli, ma la giustizia della fine dei tempi è giustizia rigorosa. Durante la vita bisogna vincere il male, essere sapienti, acquisire discernimento spirituale e contrastare il male in modo severo come fa Gesù: Taci! Esci da lui! ( Lc. 4, 35). Nelle pagine dell’Apocalisse 12, 13 Maria, Israele trasfigurata, insieme alla sua discendenza è insidiata dal drago.  Nell’Apocalisse 21, 14, dalla Sapienza di Gesù nasce la nuova Gerusalemme, Gesù è il tempio escatologico. Ognuno di noi  all’inizio del proprio cammino di perfezione è un diamante grezzo, scuro, ma camminando all’ombra dello Spirito, permettiamo a Dio di “ sfaccettarci” fino a renderci diamanti splendenti di luce propria che viene dal nostro interno. Dalla sapienza di Dio.

 

  1. La riparazione: risposta ai desideri del Cuore di Gesù. Collaborazione alla santificazione portata da Cristo. Collaborazione alla costruzione della nuova Gerusalemme qui, in terra. Ezechiele è uno dei quattro profeti maggiori. Isaia, Geremia e Daniele sono gli altri tre. Ezechiele è il profeta della restaurazione nazionale e spirituale. La Palestina viveva come il giardino dell’Eden, sotto la benedizione di Dio, il suo è uno stato legato all’osservanza della Legge, all’obbedienza a Dio, al culto a Dio. Ai tempi dei fatti di Ezechiele i capi di Israele (sacerdoti, profeti e re) non osservarono la Legge e violarono l’alleanza con Dio. L’ira di Dio si riversò su di loro, Israele fece l’amara esperienza della deportazione a Babilonia e capì come funziona il rapporto con Dio. Questo principio dell’alleanza è valido per tutte le popolazioni in tutti i tempi. Toccò ad Ezechiele, deportato in Babilonia, annunciare alla casa d’Israele che Dio voleva restaurare la nuova alleanza per amore del suo nome santo, profanato dagli Israeliti. Ezechiele 36, 25 – 28: “Vi aspergerò con acqua pura … io vi purificherò ….., vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi … Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio.  … si dirà: la terra, che era desolata, è diventata ora come il giardino dell’Eden”.   Per gli Israeliti e per noi la nostra vera patria è il giardino dell’Eden da cui siamo stati allontanati per aver rotto l’alleanza che era stata stabilita tra Dio e Adamo. Attraverso il nuovo Adamo, Cristo, il giardino dell’Eden si riapre e noi rientriamo in esso, cioè rientriamo nella Santa Chiesa. Ognuno di noi deve rinascere come nuovo Adamo e Cristo ci riporta allo stato dell’Eden. Tutta la tradizione mistica della Chiesa è il ritorno allo stato adamitico, in cui l’uomo conversava con Dio. Nella nuova Gerusalemme ci saremo tutti. Con la decostruzione del cuore di pietra e l’impianto di un cuore di carne,  in cui hanno sede  pensieri e sentimenti nuovi,  manifesterò la mia santità. Il luogo della manifestazione di Dio è il tempio, un tempio diverso, tutto il territorio su cui sorge il tempio è santo. Le pietre preziose del tempio della nuova Gerusalemme rappresentano la santità. San Paolo dirà nella prima Lettera ai Corinzi 3, 16 :   “Non sapete che voi siete tempio di Dio?”, e in Matteo  5, 8: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”.  A cui fa eco l’ansia di Teresa: “Voglio andare a vedere Dio”, e questo è il desiderio dei  contemplativi: Vedere Dio. La mistica carmelitana è tutta intorno al conseguimento di un cuore puro, al raggiungimento della santità e all’adoperarsi per riportare a Dio i suoi figli, Dio vuole portarci ad avere il cuore puro, libero, e farlo diventare sorgente d’acqua viva. Quest’opera implica un cammino. Per compiere il servizio sacerdotale nel tempio di Dio e combattere contro il mistero dell’iniquità occorre dare lode a Dio, avere rettitudine di intenti e agire per gratuità. Occorre sapere che ci sono concretamente i nemici dell’anima, ci sono le potenze spirituali del male e bisogna combatterle rivolgendo a Dio invocazioni di difesa, ne sono esempio i molti Salmi con questo specifico intento. I Salmi di lode a Dio elevano a livelli divini, la vita personale viene trasfigurata dalla mente divina. Le energie della vita vengono dai nevai divini, dalla nostra origine celeste. Non esiste un programma per attuare il disegno di Dio,  spetta ad ognuno collaborare alla costruzione della nuova Gerusalemme.  

 

Nella giornata conclusiva del 5 luglio vi  sono stati ulteriori lodi e ringraziamenti a Dio per il rinnovo degli promesse matrimoniali  di Sergio ed Angela della Fraternità di Maddaloni per la ricorrenza del  35° anniversario di matrimonio. Gli sposi sono stati commossi di vivere questo loro importante momento nella nostra Famiglia Carmelitana.  A loro e a noi stessi auguriamo di gustare il definitivo incontro  sponsale  del canto di Osea 2, 16, 21- 22: “La condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. … Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore”.