Ecc.za Rev.ma, Mons. Giovanni Intini, il mio cordiale e deferente saluto in questa singolare circostanza che accomuna la vita e la storia della Chiesa locale di Brindisi-Ostuni alla vita e alla storia della Provincia religiosa dei Carmelitani Scalzi. Chi fa da ponte a questa relazione è Teodoro D’Amici, un laico impiegato della cosa pubblica brindisina che, senza dubbio, è stato dono di Dio (“Θεόδωρος” =Teodoro deriva dall’antico nome greco Θεόδωρος = Theódoros; è composto dai termini θεός = theós, “dio” e δῶρον = dòron, “dono”) per noi che lo abbiamo conosciuto, per la Chiesa particolare che lo sta iniziando a conoscere e per la città di Brindisi che lo annovera tra i suoi cittadini e servitori.