Nell’arco di questi ultimi 60 anni è stato messo in evidenza, da più parti e a più riprese, lo stretto legame tra il “fenomeno di Jaddico” e il Concilio Vaticano II. Gli eventi di Jaddico, infatti, possono inquadrarsi nello spazio di tempo che va dall’11 agosto 1962 al 27 maggio dell’anno successivo, arco temporale che in qualche modo combacia con la prima sessione conciliare, iniziata l’11 ottobre 1962 e interrottasi a seguito della morte del Santo Padre Giovanni XXIII il 3 giugno dell’anno seguente.
Detto legame è stato colto e in qualche modo sottolineato dai miei predecessori, cominciando da S.E. Mons. Nicola Margiotta, di venerata memoria, il quale, al concludersi del Concilio Ecumenico Vaticano II, volle dedicare la nuova chiesa di Jaddico, costruita da Teodoro D’Amici a sue spese e completata successivamente con l’aiuto della Pia Associazione dei Servi della Madonna, a Maria Madre della Chiesa, titolo proclamato solennemente dal Santo Padre Paolo VI il 21 novembre 1964 nell’Allocuzione di chiusura della III Sessione del Concilio. Infatti, con decreto del 27 novembre 1965, S.E. Mons. Nicola Margiotta, impegnato a Roma nei lavori del Concilio, erigeva canonicamente la chiesa di Jaddico, dedicandola a Maria SS. “Mater Ecclesiæ”, e delegava il suo Vicario Generale mons. Armando Franco a benedirla in nome suo, atto che venne significamente realizzato la sera dell’8 dicembre 1965, giorno in cui Roma terminava il Concilio.
Anche S.E. Mons. Settimio Todisco, che nel 1986 chiamò i Carmelitani Scalzi ad animare e custodire la chiesa di Jaddico, elevandola nel 1990 a Santuario Cittadino, accenna a questo legame nel decreto del 1999 con il quale la costituisce Santuario Diocesano: «In Brindisi la Madonna ha manifestato un segno di particolare benevolenza materna nel luogo di culto a lei dedicato, all’indomani del Concilio Vaticano II, con il titolo S. Maria Madre della Chiesa, centro di grande devozione popolare e meta di pellegrinaggi provenienti dalla città di Brindisi e dai paesi dell’Arcidiocesi e del vasto Salento».
Da parte mia, affinché il legame tra il “fenomeno di Jaddico” e il Concilio Vaticano II non venga sostenuto in base a considerazioni di mere coincidenze cronologiche, ma possa trovare, se possibile, il suo fondamento in una precisa disposizione della divina Providenza, ho voluto prendere in esame, con l’aiuto di una commissione di tre teologi censori, la documentazione relativa al suddetto fenomeno, in modo da poter maturare un giudizio moralmente certo circa la soprannaturalità o meno di quanto accaduto.
Con questa finalità, alla luce dei criteri forniti dalle Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni, emanate dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede il 25 febbraio 1978 e rese pubbliche dallo stesso Dicastero il 14 dicembre 2011, e sulla base della documentazione in nostro possesso, è stato anzitutto rivelato che durante il periodo compreso tra l’estate del 1962 e il mese di maggio 1963, si verificarono diversi fenomeni, la cui origine viene qualificata, dai testimoni che li riferiscono, come non naturale. Si tratta per l’esattezza:
- Di sogni mediante i quali Teodoro D’Amici avrebbe ricevuto delle comunicazioni, soprattutto da parte della Madonna;
- Di misteriosi profumi percepiti da numerose persone;
- Di “voli” estatici aventi come protagonista Teodoro D’Amici e ai quali diverse persone hanno assistito;
- Di almeno un’apparizione della Madonna a Teodoro D’Amici;
- Di misteriose “illuminazioni” del muro di Jaddico e dell’immagine della B.V. Maria ivi dipinta, alle quali parecchie persone hanno presenziato.
L’esame accurato dei singoli fenomeni sopra riferiti, a cui si aggiunge la valutazione della personalità di Teodoro D’Amici e di altri testimoni, insieme alla considerazione del contesto religioso in cui detti fenomeni si sono verificati, li rende nel loro insieme inspiegabili in riferimento a possibili cause puramente naturali o preternaturali, cioè demoniache.
A ciò si aggiunge che la consonanza di detti fenomeni con le opere e i doni di Dio, attestati nella Rivelazione e nella tradizione della fede della Chiesa, unitamente alle loro positive conseguenze nella vita della nostra Chiesa locale, sia sul piano del culto e della devozione, sia sul piano della testimonianza e dell’annuncio evangelico, rendono nel complesso intrinsecamente credibile la loro origine soprannaturale.
CIÒ PREMESSO
Considerato
- Che a norma dei cann. 386 §2 e 823 del C.JC., spetta al Vescovo diocesano vigilare e intervenire per giudicare tutti i casi di presunte apparizioni o rivelazioni che avvengono nell’ambito della sua Diocesi e che tale competenza, derivante dalla costituzione gerarchica della Chiesa, è stata espressamente riconosciuta e dichiarata dal Dicastero per la Dottrina della Fede nell’indicare le norme da osservare in tale materia;
- Che la nota veramente decisiva di ogni discernimento in tutti i casi di presunte apparizioni o rivelazioni è nel detto del Signore «Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7,16);
- Che gli elementi da me raccolti mi permettono di esprimere, con serena coscienza, un giudizio moralmente certo.
Con il presente
DECRETO
dopo aver studiato diligentemente i documenti a mia disposizione ed aver chiesto assiduamente al Signore il discernimento spirituale necessario, che il “fenomeno di Jaddico” riveste, nel suo insieme, tutti i caratteri della verità, che sia di origine soprannaturale e che i fedeli hanno ragioni fondate per crederlo certo.
DICHIARO
Che si possa indicare nella persona della Beata Vergine Maria, Madre del Verbo Incarnato e Madre della Chiesa, quale causa efficiente del “fenomeno di Jaddico” nel suo complesso.
Carissimi figli e figlie dell’amata Chiesa di Brindisi-Ostuni, ora che attraverso la voce del vostro Vescovo, siete assicurati che veramente la Beata Vergine Maria ha visitato questa nostra terra manifestandosi in modo straordinario nella contrada di Jaddico, facciamo in modo di rispondere adeguatamente alla sua iniziativa e al suo amore di Madre premurosa.
Dato dalla Curia Arcivescovile di Brindisi il giorno 08 dicembre 2022
Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
60° anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II
+Domenico CALIANDRO
Arcivescovo
Sac. Claudio CENACCHI
Cancelliere Arcivescovile
in allegato, la foto della copia del decreto, esposto nella bacheca del Santuario
