Il Libro della Vita di Santa Teresa di Gesù: un vero cammino mistagogico di conversione

Sua Eccellenza Mons. Francesco Cacucci vescovo della diocesi di Bari-Bitonto ha presieduto domenica 12 ottobre presso la chiesa Santa Maria del Monte Carmelo a Bari la celebrazione eucaristica solenne di apertura del V Centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù. All’inizio della messa le reliquie di Santa Teresa (il sangue, la trachea e la cappa) sono state portate processionalmente all’altare dove sono rimaste sino al termine della celebrazione.

 

 

Portate in giro per le altre comunità della Provincia, le reliquie della Santa Madre Teresa ritorneranno a Bari il prossimo anno per rimanervi per un periodo più lungo. Durante l’omelia il padre Arcivescovo ha evidenziato la bellezza de “Il libro della mia vita”, capolavoro spirituale di Santa Teresa di Gesù da lui definito come un vero cammino mistagogico di conversione.

 

 

Riportiamo di seguito alcuni stralci dell’omelia di Mons. Cacucci:

 

«Se ripercorriamo la vita di Santa Teresa di Gesù ci accorgiamo come si sia trattato di un lungo cammino e le sue nozze spirituali, queste nozze mistiche con Gesù sono il segno più autentico e più bello di quel cammino che tutti noi siamo chiamati a percorrere … Il Libro della Vita di Santa Teresa di Gesù potrebbe definirsi un’autobiografia, ma è molto di più: è un vero cammino mistagogico di conversione … Nel libro della vita Teresa ci prende per mano e fa con noi un cammino che è pre-paquale, pasquale e post-pasquale cioè prima della Pasqua, nella Pasqua e dopo la Pasqua. Che cos’è l’Eucaristia se non la Pasqua? Che cos’è l’Eucaristia Domenicale se non la Pasqua settimanale?»

 

Il cammino pre-pasquale

 

«In questo cammino pre-pasquale il compito che Teresa ha vissuto e che poi ha affidato attraverso questo scritto a tutti coloro che spiritualmente hanno voluto essere suoi discepoli e discepole, è quello dell’ascolto. L’aspetto pre-pasquale, cioè il cammino verso la Pasqua, è un cammino che tutti noi dobbiamo percorrere con il popolo di Israele dell’antico testamento, con i discepoli di Gesù fino alla cena pasquale di Gesù e alla sua morte e risurrezione, ma per fare questo è necessario essere accompagnati come sono stati accompagnati i discepoli di Emmaus che, dopo la risurrezione di Gesù, increduli, si allontanano da Gerusalemme e Gesù aprì loro l’intelligenza delle scritture. Ebbene, il libro della vita di Teresa di Gesù ci aiuta a comprendere che il cammino che noi dobbiamo fare è un cammino di ascolto del Signore, di ascolto della sua parola che non è solo la scrittura (la parola di Dio è ben più ampia della scrittura) che è già un incontro di amore, è un incontro di intimità con Lui»

 

[…]

 

Il cammino pasquale

 

«Santa Teresa usa delle espressioni che aiutano a comprendere il significato del termine “Carmelo” parla del giardino nel quale c’è la rivelazione di Gesù (tutte le più grandi rivelazioni di amore si sono verificate in un giardino: il cantico dei cantici non fa se non richiamare l’incontro dell’amato e dell’amata nel giardino) e Carmelo significa Giardino di Dio. In questo giardino di Dio Teresa vive l’incontro col mistero. Lei per prima è stata condotta, accompagnata nel giardino e lì ha vissuto l’esperienza di attingere l’acqua dal pozzo … che è il simbolo dell’incontro di amore. Attraverso l’esperienza dei santi noi ricomponiamo in unità tutto quello che viviamo nella scrittura. Se soltanto noi ci abituassimo a questo, ci accorgeremmo che ogni parola del Signore che passa attraverso la scrittura va al di là, la supera, attinge anche all’esperienza dei santi perché la parola di Dio non è solo la scrittura, ma la scrittura che è vissuta, incarnata, comunicata attraverso l’esperienza dei santi.»

 

Il cammino post-pasquale

 

«Poi c’è il cammino post-pasquale che è l’esperienza di amore attinta che viene comunicata e che trova, non solo nell’Eucaristia ma in tutto il cammino di grazia dei sacramenti, la sua completezza. … La seconda finalità del Libro della Vita è proprio comunicare la sua esperienza perché questa esperienza sia vissuta in pienezza.»

 

[…]

 

 

«Carissimi, l’ho detto durante la visita pastorale, non ho bisogno di ribadirlo, in questa vostra comunità dove per grazia di Dio già si vive in modo intenso, una parrocchia affidata ad un ordine religioso che vive una specifica spiritualità deve avere il sapore di quella spiritualità. Diversamente non avrebbe senso la presenza di una famiglia religiosa. È la vita del cristiano che si colora di quella particolare esperienza … Il dono di questa comunità delle reliquie insigni della Santa Madre Teresa di Gesù aiuteranno anche visivamente, sensibilmente a fare memoria e a ricordare continuamente questo evento. Questo anno questa comunità deve vivere il cammino pastorale accompagnata per mano da Teresa di Gesù. La mistagogia ci porta nell’eternità, la mistagogia non finisce mai perché il mistero di Dio, anche in Paradiso, non lo esauriremo mai perché l’amore non è esauribile e ogni volta che ci immergiamo nell’amore, nel mistero di Dio, la sete di lui non fa se non accrescersi.»