Reliquie di Santa Teresa di Gesù nella parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli – Napoli

Il V centenario della nascita di S. Teresa d’Avila ci ha offerto l’occasione di conoscere meglio “una santa particolarmente forte. Abbiamo bisogno di persone che ci traccino la strada, che ci guidino tenendoci per mano. – così si è espresso mons. Raffaele Ponte moderatore di Curia e parroco moderatore di Santa Maria di Costantinopoli nell’omelia di domenica 7 dicembre, giorno in cui le reliquie di S. Teresa di Gesù erano nella Parrocchia.

 

 

“Papa Francesco – ha detto mons. Ponte – la definisce la santa camminatrice, perché dice in tutta la sua vita ha camminato non soltanto per fondare i monasteri, ma in senso interiore, verso Dio. Nella sua spiritualità S. Teresa sottolinea quattro elementi fondamentali che noi possiamo avere per riferimento: vivere nella gioia (il cristiano è uomo di gioia che comunica agli altri); l’esperienza della preghiera intesa come colloquio con il Signore, considerato come nostro Amico; l’impegno a vivere in fraternità, come dialogo, condivisione, crescita insieme. Ultima provocazione di Teresa: porre attenzione ai tempi in cui viviamo. Il Signore vuole che in tutte le situazioni ciascuno dia la propria testimonianza cristiana.

 

“Teresa ha camminato verso il Signore e verso gli altri ed è stato importante poter avere le sue reliquie in questo periodo di Avvento, quando anche la Liturgia c’invita a camminare verso il Signore che viene”.

 

Nei due giorni in cui ha accolto il Reliquiario a forma di Castello, la comunità di Cappella Cangiani ha vissuto vari momenti forti di riflessione e preghiera, aiutata dall’intervento di p. Luigi Borriello, priore delle comunità dei carmelitani scalzi di Chiaia, da don Antonio Colamarino parroco in solidum di S. Maria di Costantinopoli (che ha guidato due momenti di preghiera “alla maniera di Teresa”, con i testi della santa). Oltre al Rosario Meditato, la venerazione delle reliquie e l’Adorazione Eucaristica, c’è stato un incontro dedicato alle “Parole dell’amore”, con alcuni dei testi più originali scritti da Teresa d’Avila, in cui la santa descrive il proprio rapporto con Cristo come una vera storia d’amore.

 

Hanno dato voce a Teresa, le suore Betlemite e le coppie della parrocchia, leggendo brani dal Castello Interiore, dal Commento al Cantico dei Cantici, alle Poesie della santa castigliana.

 

Domenica sera le preghiere e i pensieri dei fedeli scritti a Teresa di Gesù sono stati raccolti in una busta, consegnata lunedì 8 dicembre al vicario generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, p.  Emilio Martinez (a Napoli per la professione solenne di suor Maria Elisabetta della Trinità del monastero dei Ponti Rossi) perché siano portati ad Avila, nella cella di S. Teresa, ricostruita per l’occasione.

Stefania De Bonis