MARIA, MATER MISERICORDIAE
Sabato, 19 dicembre 2015, presso il Centro di spiritualità dei Carmelitani Scalzi di Maddaloni, si è tenuto il ritiro d’AVVENTO, per le Fraternità secolari della provincia napoletana. Questo il programma: preghiera delle Lodi, a seguire la meditazione di P. Andrea L’Afflitto su “Maria, Madre di misericordia, celebrazione eucaristica, momento di convivialità. Nel pomeriggio: condivisione su quanto svolto in mattinata e Adorazione eucaristica. Ecco qualche punto essenziale della bella e profonda meditazione di P. Andrea.
“Che cos’è la Misericordia?” Non è solo uno degli attributi di Dio, ma Dio stesso è MISERICORDIA nel suo ESSERE e nel suo AGIRE. Maria di Nazaret, ne ha fatto esperienza. Dio entra nella storia in maniera imprevedibile, scompagina i piani dell’uomo ed irrompe, con la potenza dello Spirito, nella vita ordinaria di questa fanciulla semplice, attraverso l’annuncio dell’Angelo “ …non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. ECCO, CONCEPIRAI UN FIGIO. LO CHIAMERAI GESU. SARA’ GRANDE E CHAMATO, FIGLI DELL’ALTISSIMO”. Noi possiamo guardare l’altro con uno sguardo di giudizio o con uno sguardo d’ amore. Dio guarda sempre con uno sguardo di Misericordia e Maria sotto quello sguardo d’ amore, si riconosce per quello che è…. Il Magnificat recita “Ha guardato l’umiltà della sua serva”. Lei, serva umile, sperimenta la Misericordia e diventa una cosa sola con la misericordia, poiché porta nel suo grembo la Misericordia fatta carne. Diventa Madre misericordiosa. Ma, Luca, dopo l’annuncio dell’Angelo, ci presenta un atto di misericordia.

Maria si reca da Elisabetta, anziana, gestante, bisognosa di aiuto, compie un’opera di misericordia. Nel momento della donazione totale di Gesù sulla croce, croce che diventa talamo nuziale, ci sono solo due testimoni: Maria e Giovanni. Lei è testimone e testimoniando “intercede”. Nel giorno di sabato, secondo la tradizione carmelitana, ci rivolgiamo a lei cantando la Salve Regina con le parole “Salve Regina, madre di misericordia”, riconoscendole il potere regale dell’intercessione, concludendo l’invocazione: vita, dolcezza, speranza nostra. Un commento di Goffredo di Auxerre († 1188) all’antifona della Salve ci aiuta a comprendere il senso delle invocazioni: “Maria è vita nell’esempio di una perfetta condotta e totale santità; dolcezza nell’applicazione alla contemplazione e nel gusto della sapienza; speranza di resurrezione e di vita eterna. Maria è vita per noi se, nella misura in cui riesce la nostra fragilità, imitiamo la sua vita; dolcezza se ci dilettiamo a richiamare il suo ricordo; speranza nostra se abbiamo fiducia di conseguire, con l’aiuto delle sue preghiere, ciò che con le nostre azioni non meritiamo. È nostra dolcezza quando, con la sua abituale misericordia, rivolge quei suoi occhi misericordiosi verso di noi che la supplichiamo. È speranza di misericordia che ci mostri, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del suo seno. È vita per il merito, dolcezza per la consolazione, speranza per il premio della divina rimunerazione”.
Matilde pitocchi della Fraternità di S. Maria Capua Vetere