Teodoro, da Servo di Maria a Servo di Dio

Da 60 anni in questo tempio veneriamo Maria Madre della Chiesa. In questo stesso tempio stasera si celebrerà la Chiesa Madre dei santi.  Essere madre è un attributo che vale tanto per Maria quanto per la Chiesa. La Vergine Maria infatti è modello della Chiesa. Perché Maria è la Madre di Dio ma è anche Madre della Chiesa, cioè il corpo di Cristo di cui anche noi siamo membra vive.

La Chiesa è Madre dei cristiani. Li rigenera a nuova vita col battesimo facendo di loro dei santi ad immagine dell’unico santo, il Figlio di Dio. E così la Chiesa è Madre dei santi. In particolare, quando essi sono fedeli esemplari di santità nel seguire Gesù, li riconosce con il titolo speciale di santi e li venera con un culto pubblico.

I santi sono un segno di speranza per la Chiesa. Per la Chiesa che attende la venuta del regno di Dio e si sente oggi specialmente confortata dalle parole di Gesù: “Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione”. E ancora di più: “il regno di Dio è in mezzo a voi!” (Lc 17,20.21).

È allora significativo l’evento che si svolgerà questa sera nel nostro santuario. La Chiesa si raduna attorno al vescovo per la solenne celebrazione di apertura di un processo. Dopo 2 anni di preparazione. Dopo 3 mesi dalla pubblicazione di un editto Episcopale. 

In estate il Vescovo lo ha fatto affiggere “alle porte della Cattedrale di Brindisi e di tutte le chiese parrocchiali”. Quello stesso atto pubblico che noi siamo soliti vedere con le più note pubblicazioni matrimoniali, che avvengono alle porte delle chiese in cui i nubendi sono conosciuti. Si tratta di un atto obbligatorio, premessa di un grande evento. Là il matrimonio, qui un processo canonico.

Nell’editto il Vescovo usa l’espressione “servo di Dio” per definire un fedele della sua diocesi. Infatti ha ricevuto ufficiale richiesta di aprire la sua causa di beatificazione e di canonizzazione. Una richiesta corredata da una biografia del “servo di Dio”, dai nomi di testimoni in grado di deporre circa la sua fama di santità.

Per noi però è ancora più significativo che questa sera sia chiamato pubblicamente “servo di Dio” colui che qui si è definito “servo di Maria”. Oggi lo chiamiamo come si fa con un amico: Teodoro. Un giorno speriamo che il suo nome, Teodoro D’Amici, sia venerato su questo stesso altare.

 

Jaddico – Brindisi, 13 Novembre 2025

P. Daniele Lanfranchi, Ocd