Giovedì 20 Maggio 2021, sulla piattaforma online di Zoom, si è tenuta una “Veglia di Pentecoste” della durata di un intero giorno, che ha visto la comunione e condivisione fraterna tra l’Ordine Carmelitano Scalzo Secolare (OCDS) ed il Terz’Ordine Carmelitano (TOC) e che, incentrata sull’ascolto della Parola di Dio, ha alternato preghiera e riflessione.
L’incontro dal titolo: “Vieni Santo Spirito” ha avuto come moderatrice Rossana Sabatiello, Presidente dell’OCDS della Semiprovincia Napoletana, la quale, dopo la preghiera delle Lodi alle ore 9,00, ha presentato la giornata con una breve riflessione sul tema: “Lo Spirito Santo, anima del lieto annuncio”. La prima meditazione, dal titolo “Ricevete lo Spirito Santo: per una nuova conoscenza di Dio”, è stata proposta da P. Luigi Gaetani OCD, Provinciale della Provincia Napoletana dei Carmelitani Scalzi, nonché Presidente della Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori (CISM): partendo dal testo di 1Cor 2,10-16, P. Luigi ha indicato come l’apostolo Paolo parli dello Spirito in un contesto fertile ma abbastanza difficile, dentro le contraddizioni tipicamente umane di una comunità cristiana, quella di Corinto, che vuole crescere nella fede ma che sperimenta anche la tentazione delle divisioni. Lo Spirito si rivela nella sua extasis (uscire da Sé, portando il mistero di Dio Trinità all’uomo e nella storia dell’uomo) e nella sua kenosis (abbassamento, abitando l’uomo nella sua interiorità e nelle sue relazioni); è lo Spirito che ci abilita a pregare, inserendoci nella dinamica vitale della figliolanza (cfr. Rm 8,15-17; Gal 4,6). Un Inno allo Spirito Santo ha preceduto la seconda meditazione, proposta da P. Roberto Toni O.Carm., Priore provinciale della Provincia Italiana dei Carmelitani; seguendo tutto il testo di 1Cor 12 ha riflettuto su lo “Spirito Santo: principio di diversità”,incentrandosi sull’espressione “Vi sono diversità di carismi ma uno solo è lo Spirito” (1Cor 12,4); i credenti della Comunità di Corinto, “popolo numeroso” di Cristo (At 18,10) in quanto di umile estrazione e senza potere, fanno fatica ad uscire dalla mentalità “clientelare” pagana che spinge tutti a ricercare il sostegno di chi è “in vista” per emergere. Da qui la supervalutazione di un carisma tra gli altri, l’appariscente dono di parlare in lingue, ambìto da tutti. Paolo ricorda che ogni carisma è per l’utilità comune e, usando il paragone del corpo umano, dimostra come ogni diversità è chiamata a considerare il proprio valore ponendose stessa al servizio dell’unità che i credenti formano con il Cristo salvatore. Da qui l’importanza di discernere e contemplare il “corpo” che formiamo in Cristo, accettando il ritmo della diversità, riconoscendo sinceramente i doni degli altri e i propri e, per chi ha responsabilità, non presumendo di sostituirli ma facendo spazio alla loro espressione.
Alle 11.30sono state pronunciate delle Elevazioni allo Spirito Santo: i testi “Guidami tu, luce gentile” del beato Cardinale John Henry Newman, e “Irrompa in noi il tuo amore” del Cardinale Anastasio Ballestrero. Verso mezzogiorno recita della preghiera del Regina Coeli.
Dopo la pausa per il pranzo, alle ore 15, l’incontro è ripreso con un Inno allo Spirito Santo,“In te posso dire: Abbà” (S. Bernardo), sempre eseguito da una fraterna alternanza tra le sorelle e i fratelli del TOC e dell’OCDS. Ha fatto seguito la meditazione molto “personale” ed accorata “Lo Spirito Santo dona alla Chiesa il Carisma del Carmelo” di Fr. Egidio Palumbo membro della Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), Docente di Spiritualità allo Studio Teologico S. Paolo di Catania e all’Istituto Teologico di Messina. Seguendo il profilo storico, Fr. Egidio ha indicato i due polmoni della spiritualità carmelitana: l’esperienza della Comunità fondatrice sul Monte Carmelo al tempo delle Crociate e l’ispirazione di S. Teresa d’Avila nella riforma da lei iniziata. Dalla lettura della Regola emergono i tratti originari del Carisma fondazionale, poi sviluppato lungo i secoli: seguire Cristo attraverso la vita fraterna in comunità, in una dinamica di ascolto della Parola, Eucaristia, discernimento e servizio che costituì, per quei tempi di conflitto, un annuncio di pace espresso nei fatti. Fr. Egidio ha sottolineato poi gli elementi fondamentali del Carisma di Teresa d’Avila: il senso di riforma che recupera l’essenzialita’ delle origini dell’Ordine, la riscoperta della mendicanza e della fraternità evangelica, l’attenzione all’umanità di Cristo e alla Sua centralità nella comunità, la preghiera come chiave del cammino spirituale e dell’evangelizzazione. È stato poi il momento di un altro Inno allo Spirito Santo, “Chi sei, dolce luce?”, di S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein),che ha anticipato l’ultima e profonda meditazione di P. Alzinir Debastiani OCD, Delegato Generale OCDS, dal titolo “Maria specchio del Carmelo per un cammino pneumatico e carismatico”. P. Alzinir ha ricordato la frase di S. Giovanni della Croce: “Maria operò sempre tutto sotto la guida dello Spirito Santo”. In Lei contempliamo il Cristo. Dire che Maria è “specchio” indica anzitutto un invito a guardare alla sua esempio che ci interpella e ci chiede di assumerne i tratti. La Vergine è modello di adesione alla volontà del Padre, di fede che custodisce la Parola di Dio, di speranza viva e di carità operosa. Il Carmelo vede in Lei la “via della bellezza”, che ci attrae e ci apre alla nostra risposta alla chiamata di Dio. Lei, “Decoro del Carmelo”. Proprio P. Alzinir ha guidato la Memoria della Cresima e la rinnovazione delle promesse battesimali, seguito dall’accensione di una simbolica candela; uno dei momenti più commoventi di questa veglia è stata sicuramente la rinnovazione delle promesse nel Carmelo Secolare, pronunciata a nome di tutti da Michele Bonanno, Presidente provinciale del TOC e da Rosanna Sabatiello, Presidente della Semiprovincia Napoletana dell’OCDS.
Le invocazioni finali allo Spirito Santo sono state guidate dai membri della neonata Comunità internazionale Carmelitana di Sant’Angelo di Licata (Ag). Dopo la benedizione finale, il Carme allo Spirito Santo di Don Tonino Bello “Per un mondo coraggioso e convertito”, letto da Rosanna Sabatiello e da Michele Bonanno, ha concluso questo incontro così intenso e fecondo per il futuro.
Viviana Giglia, Toc Prov.Italiana