Quando Gesù Bambino scelse Matino: Il legame speciale tra il piccolo Re di Praga e il Carmelo di Matino.

Tutti i monasteri e conventi sono centro di irradiazione di questa preziosa devozione e se da questi non sono segnalati prodigi e grazie, è solo perchè avvengono con tale frequenza da ritenerli normali. Ma c’è un monastero di cui vogliamo parlarvi, la cui storia Gesù Bambino di Praga volle legare a sé in modo tutto particolare: il monastero delle Carmelitane Scalze di Matino. Tutto il Carmelo d’Italia era impegnato a far conoscere la prodigiosa storia di Gesù Bambino di Praga e un po’ dappertutto correva la fama dei prodigi che gli piaceva tanto fare per rendere felici i suoi devoti, in particolare delle grazie con cui beneficava i suoi piccoli amici. Così avvenne che, venendo per diversi anni i padri carmelitani a Matino per predicare in occasione della novena della Madonna del Carmine, incominciarono a parlare del piccolo Re e a far conoscere le meraviglie che egli operava fra i suoi devoti. Matino è una piccola e bella cittadina del basso Salento, a pochi chilometri da Santa Maria di Leuca e si rivelò subito un terreno fertile per la nuova devozione grazie alla famiglia Sergio.

Dovete sapere che questa famiglia, non solo era molto generosa verso i bisognosi e ospitava volentieri i padri che venivano a predicare nel loro paese, ma era anche molto ricettiva nell’accogliere la parola di vita che essi offrivano.  Fu per questo che la devozione a Gesù Bambino di Praga entrò particolarmente nel cuore di una delle due figlie di Tommaso Sergio, la giovanissima Giorgina, chiamata in famiglia Gina, dedita interamente alle opere di carità, tanto da essere indicata da tutti come l’angelo del paese. Già nel 1916 arrivava in casa Sergio la rivista di Arenzano, il Messaggero di Gesù Bambino di Praga, e nel 1945 Serafino Sergio, fratello di Gina, commissionò una statua in cartapesta in tutto simile a quella che si venerava nel suddetto Santuario. Appena l’immagine del piccolo Re arrivò in casa Sergio, Gina organizzò una festa, invitando tutta la famiglia e i domestici di casa a pregare davanti a Gesù Bambino ed ebbe cura, poi, di continuare a farlo ogni giorno.

Gina era una persona speciale, una di quelle persone che Gesù Bambino amava molto e di cui si voleva servire per farsi conoscere in questo paese che aveva scelto per farvi i suoi miracoli che lo rendono tanto felice. Ella si dette a diffonderne la devozione con grande impegno, per condividere con tutti gli altri la ricchezza di tanta predilezione e i bimbi del paese furono i primi a esserne conquistati.  Quando nel 1951, dopo varie peripezie, Gina fondò a Matino il monastero delle Carmelitane Scalze, a tutta la famiglia Sergio sembrò normale che Gesù Bambino fosse il primo a prenderne possesso, proprio come usava fare santa Teresa d’Ávila nelle sue fondazioni. In questo modo la devozione a Gesù Bambino di Praga non rimase più ristretta all’ambito di una famiglia, ma cominciò a divenire ufficiale anche a Matino. Gesù Bambino era felice come una Pasqua!

La minuscola cappellina provvisoria del nuovo monastero, così povera e spoglia, gli ricordava, in qualche modo, un altro ambiente di tanto tempo addietro. Allora sua Madre l’aveva poggiato in una mangiatoia, in mancanza di un altro giaciglio, ma a lui era sembrato di trovarsi su di un trono regale, perché poteva guardare la gente da vicino e offrirsi ai loro cuori senza distanze, proprio come adesso. Le buone monache, infatti lo avevano messo su di una colonnina accanto alla grata, in modo che potesse essere facilmente visto sia da loro che dalla gente che vi entrava, ed egli, felice, sorrideva a tutti. Voleva che capissero quanto fosse contento di entrare nei loro cuori per colmarli di pace e di amore! Si scelse perciò, per questo compito, il padre Angelico Salzano, carmelitano della provincia napoletana e lo fece venire a Matino per animare la sia festa.

Padre Angelico era così innamorato del piccolo Re, che subito conquistò i bambini matinesi, parlando loro con grande passione di questo piccolo Amico che tanto li amava. Farli pregare davanti alla sua immagine e organizzare per loro la processione nel giorno della sua festa, fu un tutt’uno. I piccoli erano fieri di portarlo sulle spalle e di avere una festa tutta per loro, tanto da attivarsi per aggiungere alla processione una mini-banda musicale per onorare più degnamente il loro Amico. A questo punto, anche gli adulti, sperimentando la potenza del piccolo Re, sentirono il bisogno di farsi promotori della sua devozione, perché Gesù Bambino non risparmiava nemmeno qui i suoi doni, ma, fedele alla sua promessa “più voi mi onorerete, più io vi favorirò”, si effuse in grazie e favori di ogni tipo, come già aveva fatto in tutti i luoghi in cui era stato onorato.

Le monache carmelitane erano lì ad accogliere testimonianze e a rendere grazie a tutti, ma anche loro avevano qualcosa da dire in proposito, perché conoscevano gli scherzi amabili del piccolo Gesù, che spesso le sorprendeva con la delicatezza e la prontezza dei suoi aiuti. Questi erano così frequenti e deliziosi che avevano il sapore dei fioretti, cioè piccoli avvenimenti straordinari, per cui le monache non si stancavano di ringraziarlo e di lodarlo.

i Prodigi di Gesù Bambino a Matino

Uno dei primissimi episodi avvenne quando la fondatrice, Gina Sergio, era postulante nel monastero da lei fondato e non aveva ancora preso l’abito religioso, né cambiato il nome in Suor Carmela del Cuore di Gesù. Gina aveva speso tutto il suo denaro per la costruzione del monastero e l’aveva anche dotato di provviste, ma, una volta in clausura, non aveva più entrate a cui attingere. Naturalmente le provviste pian piano si esaurirono e un bel giorno la sorella dispensiera andò da lei per dirle che non c’era pane in casa e che mancava anche il denaro per comprarlo. La povera Gina si sentì stringere il cuore al pensare che aveva sempre dato tanto di quel pane alla povera gente e che ora non poteva fare niente per sfamare le sue consorelle! Però, senza lasciarsi prendere dallo sconforto, rispose prontamente: «Da me vieni? Io che posso fare? Dillo a Gesù Bambino! ». La suora, senza batter ciglio, andò alla grata del coro e disse rivolgendosi alla statua del piccolo Gesù: «Gesù Bambino, ha detto la Gina: fai il pane!». La povera Gina, al sentire quelle parole, allibì e la sgridò, ma quella rispose placidamente: «Ho fatto come hai detto tu!». Scoppiarono a ridere tutte e due e se ne andarono alle loro faccende. Non era ancora l’ora di pranzo, quando sentirono suonare la campanella della ruota e udirono una signora chiedere molto timidamente, quasi a scusarsi, se gradivano un po’ del pane che aveva appena sfornato. Naturalmente, non dissero solo di sì, ma, piene di gioia raccontarono alla signora la piccola scena del mattino e poi, insieme, andarono a ringraziare commosse il piccolo Re. Da quel momento, non vi fu necessità nella quale la piccola comunità appena nascente, non trovasse soccorso valido e pronto nel piccolo Amico.  Quanti momenti difficili furono superati in quegli anni grazie al suo intervento prodigioso!

Fra le altre cose, si era presa l’abitudine di portargli, a sera, le ceste vuote, dicendogli quello che serviva per il giorno dopo. Non c’era niente da aggiungere: si era sperimentato che arrivava puntualmente quello di cui si aveva bisogno. Gesù Bambino continuava a sussurrare al cuore della gente: «datemi le mie mani ed io vi darò la pace!». E tutti sperimentavano che Gesù Bambino manteneva la sua promessa, dispensando grazie e favori senza numero. Molti erano quelli che avevano capito che egli voleva fare del bene con le loro mani e le mettevano generosamente a sua disposizione.

Vogliamo concludere questa storia vera di Gesù Bambino, con il raccontarvi un intervento strepitoso del piccolo re durante la costruzione della Chiesa del monastero. Per motivi finanziari nel 1956, della chiesa c’erano ancora solo i muri perimetrali e nient’altro. Non si sapeva come fare per andare avanti, quando l’allora vescovo di Matino, monsignor Corrado Ursi, disse alla priora: «Come! Avete Gesù Bambino e non vi rivolgete a Lui? Portatelo in processione tutte le sere per la Chiesa e fategli vedere quello che c’è da fare. La Chiesa non è sua? Dovrà pur pensare alla sua casa!». Detto fatto: ecco Gesù Bambino girare intorno ai muri grezzi tra i canti e le preghiere delle monache, per rendersi conto di quello che realmente occorreva per ultimare la sua casa. Quando ne ebbe una visione completa, mandò al Monastero un suo amico, un forestiero del tutto sconosciuto alle monache. Quando costui si presentò al piccolo parlatorio disse che desiderava salutare la Madre Priora per sapere se avevano bisogno di qualche cosa. Quel signore, dopo aver salutato gentilmente la Priora, le disse candidamente che era passato di lì per caso e che, vedendo il Monastero si era sentito spinto a entrare, pur non conoscendo nessuno. Parlarono del più e del meno e si arrivò alla situazione economica della comunità. La Priora, sospirando, confidò il problema della Chiesa ancora incompleta per la mancanza assoluta di mezzi. Quel signore si informò gentilmente se non conoscevano qualcuno che avrebbe potuto aiutarle e, alla risposta negativa, aggiunse «fate la domanda al Genio Civile». La domanda era stata fatta, ma la risposta era stata negativa, replicò la Priora. Con fare noncurante, quel signore le consigliò di ripeterla, perché questa volta l’esito sarebbe stato positivo. La Madre Priora volle seguire il consiglio ricevuto e, con grande meraviglia di tutti, la domanda fu accolta e i lavori andarono avanti con lena. Altri benefattori vollero concorrere spontaneamente alle spese e la Chiesa poté finalmente essere consacrata da mons. Corrado Ursi, il 13 Ottobre 1957. Naturalmente fu dedicata a Gesù Bambino di Praga e la sua statua ebbe finalmente il posto d’onore che gli era dovuto. Da un tronetto in onice ben alto sull’altare maggiore, dominava, felice, tutta la Chiesa e si offriva vezzoso e compiacente, alla devozione dei suoi amici.

Intanto, anche nei paesi vicini si cominciava a parlare di questo Bimbo prodigioso e a sperimentare la sua disponibilità a soccorrere con la forza della sua onnipotenza chi lo pregava. «Più voi mi onorerete, più io vi favorirò», aveva promesso a Padre Cirillo in quel lontano 1637,  e continuava a mantenere la sua parola. come testimoniavano tante persone beneficate e come ognuno di voi potrà sperimentare, se cercherà di onorarlo con una vita cristiana, fedele ai suoi insegnamenti. Non solo per le Carmelitane Gesù Bambino si effonde in grazie, ma per tutti quelli che lo invocano con fede.

Raccogliamo per voi un aneddoto più recente degli altri, per aiutarvi a prendere coraggio nel chiedergli aiuto nel bisogno, senza timore: una giovane di un paese vicino, doveva subire un doppio intervento. Prima di affrontarlo, si rivolse molto trepidante alle monache perché pregassero per lei. Incoraggiata dalle loro parole, si affidò totalmente al Piccolo Gesù di Praga e affrontò l’intervento con serenità: era il 25 giugno 2007. Giunto il tempo stabilito, tornando al controllo per concordare il secondo intervento e fatti gli esami programmati, si sentì dire dai medici, meravigliati e increduli più di lei, che non c’era bisogno, perché, stranamente, tutto si era normalizzato da sé.

 

Dal Libro: Il grande viaggio di Gesù Bambino di Praga. Storia e devozione nel mondo (edito dall’editrice Shalom) Pagine 109 -121