Tutto cominciò quando l’allora Priora del monastero, madre Carmela del S. Cuore di Gesù, alla nascita Ida Piccinno, era stata colpita da pleurite, una malattia molto frequente allora e si trovava a letto. Quando era avvolta da una forte febbre una voce femminile le disse: « Non temete, ciò che faccio è per il vostro bene, non per il vostro male ». Continuando: « Dio si serve indifferentemente degli esseri del cielo come di quelli della terra: ecco, io vi porto cinquecento lire per sovvenire ai bisogni della vostra comunità». La Priora rispose: « Ma i debiti del convento sono solo di trecento lire! ». Molto tempo dopo si scoprirà che quella strana voce apparteneva a S. Teresa di Gesù Bambino, conosciuta anche come Teresa di Lisieux e come Santa Teresina. La madre superiora difatti aveva un urgente bisogno per il monastero di quelle trecento lire. Una legge del governo italiano del 17 febbraio 1861, un mese prima dell’unità d’Italia, aveva stabilito l’espropriazione e la soppressione di moltissimi beni ecclesiastici soprattutto nel Meridione, dove erano anche più numerosi. Nell’elenco dei beni da sopprimere compariva il monastero delle Carmelitane di Gallipoli, che come gli altri, poteva garantirsi la sopravvivenza solo pagando una cospicua percentuale di tributi all’erario.