C’era una volta una bambola di sale. Sì fatta proprio di sale. Era graziosa: aveva un bel visino, due occhi azzurri come il mare, un piccolo cuore che batteva, batteva come l’onda.
Quando aveva avuto l’uso di ragione le avevano spiegato che lei veniva da molto lontano.
Era stata fatta con una materia che proveniva da un misterioso, sconfinato essere che si chiamava Oceano.
“Mi dicono che sono nata dall’Oceano. Voglio conoscere l’Oceano”. Era il suo pensiero dominante, il suo tormento.
La bambola di sale pensava ogni giorno, anzi ad ogni momento “Come sarà l’Oceano? Io gli rassomiglio? ”
Raggiungerlo, toccarlo, sperimentarlo divenne la passione della sua vita. Continue reading