Bari, 29 maggio 2021
Cara Suor Elia,
sono già passati 15 anni! La prima volta eravamo tutti stupiti di questa tua data che non è tua. Eppure dopo varie ricerche l’ho trovata in testa a un tuo appunto del 1923 che inizia con queste parole:
«Non mi ha mai negato nulla il Buon Dio».
Questa data è dunque un tuo desiderio? L’hanno scelta per il legame con l’Eucaristia. Era il I anniversario del Congresso Eucaristico Nazionale celebrato nella tua città. Sei sempre tu! Ti nascondi per mostrare solo Gesù?
Eppure non sei passata inosservata. Le tue consorelle hanno festeggiato i 15 anni della tua beatificazione. Era la vigilia di San Giuseppe, il patrono del tuo monastero. Per l’occasione ti hanno scritto. Ti è arrivata la lettera?
Chi, come me, ha partecipato alla tua beatificazione ricorda ancora una dolce melodia che accompagnava quella giornata. Un canto, un inno che, non a caso, celebra proprio l’Eucaristia: «Piccola Ostia».
La piccola ostia, il pane consacrato, è in copertina della biografia diffusa prima della tua beatificazione. Fra te e l’ostia non c’è nessuna distanza, come dici nella poesia che – guarda caso! – s’intitola proprio come il canto:
«Sarà pur dolce al core il mio destino esser la piccola Ostia del diletto».
Ma in quel pezzo di pane si rende presente il sacrificio di Gesù… Tu lo sai. Io lo so. Lo sapeva anche la nostra amata Santa Teresina. Scommetto che questa frase del suo atto di offerta a Gesù ti ha ispirato a scrivere il tuo:
«Rimani in me come nel tabernacolo: non allontanarti mai dalla tua piccola ostia!».
Ti immagino nel bel giorno della tua professione religiosa. Saranno 100 anni il prossimo 4 dicembre! Nel tuo cuore nasce spontanea una preghiera. Mi piace il titolo:
«Offerta di tutta me stessa qual vittima d’amore a Gesù Ostia vivente sui nostri altari».
Perché? Tu spieghi che è nata «guardando la Bianca Particola» mentre Gesù si avvicinava alla tua anima «per comunicare i carismi del Suo Ardente Amore». Uno slancio in un momento tanto importante della tua vita:
«nel giorno solenne della mia professione religiosa».
Ti capisco. Un giorno che cambia la vita. Lo è stato anche per me e per tutti quelli che come noi hanno compiuto il grande passo. Inizia la vita nuova. Chi l’ha vissuto può raccontare le gioie intime di quel giorno di grazia.
Tu parli di offerta, di fedeltà, di elezione, di brama d’amore… e di rinuncia: ad ogni genere di amore, soddisfazione, affetto, gusto. Tutto questo per immolarti, nel silenzio:
«qual ostia, vittima d’amore, in ogni istante della mia vita».
Quanto è breve la tua offerta d’amore! Un particolare nella firma con cui concludi mi dice mille parole… Vicino al tuo nome c’è una affettuosa dedica: «Al suo caro Gesù».
Qui mi fermo. Forse non mi risponderai… Ti chiederai chi sono. Diciamo che ti sono molto vicino. Sono un frate del tuo Ordine e il mio nome è… Chiamami come il mal di testa che ti faceva sentire forte la sua compagnia.
Chiamami, Il tuo fratellino