“Quel momento di tempo diede il significato”. Come ricorda Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica Tertio millennio adveniente, “il tempo in realtà si è compiuto per il fatto stesso che Dio, con l’Incarnazione, si è calato dentro la storia dell’uomo. L’eternità è entrata nel tempo” (n.9). E ancora, scrive il Santo Padre al n. 10: “Nel Cristianesimo il tempo ha un’importanza fondamentale. Dentro la sua dimensione viene creato il mondo, al suo interno si svolge la storia della salvezza che ha il suo culmine nella ‘pienezza del tempo’ dell’incarnazione e il suo traguardo nel ritorno glorioso del Figlio di Dio alla fine dei tempi. In Gesù Cristo, Verbo incarnato, il tempo diventa una dimensione di Dio, che in se stesso è eterno”.
Allora si può dire che l’avvenimento di Cristo, Verbo incarnato, è il manifestarsi compiuto nella storia del disegno del Padre. In Lui Dio si rivela pienamente all’uomo come Signore del tempo e della storia. Dio, per definire all’uomo in modo concreto Sé in rapporto a lui, si è manifestato come Signore della storia.
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