il Padre Provinciale annuncia che ieri sera intorno alle 22:30 il nostro carissimo Padre Renato, ha reso la sua anima a Dio.
il Padre Provinciale annuncia che ieri sera intorno alle 22:30 il nostro carissimo Padre Renato, ha reso la sua anima a Dio.
La solennità odierna ci stimola a celebrare la vita e la santità di Giovanni della Croce e a riconoscere quest’ultima nella concretezza del quotidiano e delle sfide dell’esistenza umana. Le sue opere stesse sono insieme specchio e frutto di ciò che lui per primo ha vissuto nella propria carne, e il luogo vitale dove molti di noi possono identificarsi: l’attraversare fasi di sofferenza e di profonda crisi, il sapersi incompresi dai propri amici o confratelli, il sentirsi soli e abbandonati… tutte cose parecchio distanti dai misticismi e dagli ideali lontani e astratti che gli vengono erroneamente attribuiti.
Durante la celebrazione Eucaristica comunitaria di Domenica 29 Novembre, presso la nostra Chiesa Parrocchiale di Bari, Fra Giuseppe Ginefra, giovane studente in formazione, ha ricevuto il ministero dell’Accolitato, per le mani del Padre Provinciale.
Ricorre oggi il centenario della vestizione religiosa della Beata Elia di San Clemente (24 Novembre 1920)
Per l’occasione pubblichiamo una pagina della biografia ufficiale “Piccola Ostia” del recentemente scomparso Prof. Giuseppe Micunco.
Venerdì 20/11/2020, alle ore 17.30, riapriremo la nostra chiesa.
Alle 18.00—Santo Rosario, in ringraziamento alla Madonna da parte della nostra Comunità religiosa per la Sua protezione e per tutte le famiglie che stanno patendo a causa del Covid19.
18.30—Santa Messa, in ringraziamento al Signore Gesù.
Celebrare tutti i Santi dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi significa associare, in un’unica memoria, la bellezza poliedrica di tanti fratelli e sorelle che, nascosti con Cristo in Dio, hanno dato un’infinità di sfumature esistenziali alla loro vocazione-missione. Significa non ricordare solo i nostri campioni e dottori della Chiesa (la Santa Madre Teresa di Gesù, il Santo Padre Giovanni della Croce e Santa Teresa di Gesù Bambino), ma anche i santi riconosciuti e acclamati in tante parti del mondo, dall’America Latina (Teresa de los Andes) alla Polonia (San Raffaele Kalinowski e il B. Alfonzo M. Mazurek), dalla Spagna (S. Enrico de Osso’, B. Maria di Gesù, B. Francesco Palau, Beate Maria Pilar, Teresa e Maria Angeles, B. Josefa Naval Girbés e S. Gioacchina de Vedruna) all’Italia (B. Maria degli Angeli, B. Maria Teresa Manetti, B. Elia di San Clemente, B. Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, Beata Candida dell’Eucaristia, Santa Teresa Margherita Redi) dalla Francia (B. M. Eugenio di G.B., S. Elisabetta della Trinità) alla Germania (Santa Teresa Benedetta della Croce e la Beata Maria Teresa di S. Giuseppe), fino ad Israele (S. Maria Baouardy). Oltre questa corona di santità, l’idea che è sottesa alla celebrazione odierna riguarda tanti fratelli e sorelle, tanti laici aggregati all’Ordine che, nella ordinarietà della loro vita, hanno vissuto una graduale configurazione a Cristo Signore (Gal. 2,20).
Carissimi Confratelli e Consorelle, quasi al termine della nostra singolare esperienza di positività al Covid19, 11 positivi nella comunità dei Carmelitani Scalzi di Bari, ci sembra importante narrare qualcosa della nostra avventura comunitaria.
La carmelitana di Dijon vissuta nel XIX secolo, pur nella brevità della sua esistenza terrena, visse una intensa esperienza spirituale sicché “ il suo messaggio si diffonde con forza profetica” come ebbe a dire s. Giovanni Paolo II nell’omelia di beatificazione: Alla nostra umanità disorientata che non sa più trovare Dio o che lo deforma, che cerca su quale parola fondare la propria esistenza, Elisabetta dona la testimonianza di una perfetta apertura alla Parola di Dio, da lei assimilata a tal punto da nutrire meravigliosamente la propria riflessione e preghiera e da trovarvi tutta la motivazione per vivere e consacrarsi alla lode della sua gloria. E questa contemplativa lungi dall’isolarsi, seppe comunicare alle sorelle e ai vicini la ricchezza della sua esperienza mistica. Continue reading
Teresa di Gesù, o d’Avila, al secolo Teresa Sánchez de Cepeda Dávila y Ahumada (Avila, 28 marzo 1515 – Alba de Tormes, 15 ottobre 1582), è stata definita, dopo la Vergine Maria, la più donna tra le sante e la più santa tra le donne. E’ una santa attuale. Attualissima, perché paradigma esemplare per gli uomini di tutti i tempi, anche se la sua epoca è quella – lontana, per quanto vivace – del Rinascimento. A mantenerla vicina alla sensibilità dei nostri giorni concorrono tre elementi fondamentali. È stata una mistica – ed è questo il primo elemento – dedita alla preghiera ma altresì attenta alla vita che scorreva fuori dal suo monastero al punto da essere una delle artefici delle riforma della Chiesa; non ebbe una particolare formazione ma elaborò un pensiero profondo e apprezzato tanto da essere proclamata “dottore della Chiesa” e maestra di vita spirituale Per lei la preghiera è vita e si sviluppa gradualmente di pari passo con la crescita della vita cristiana: comincia con la preghiera vocale, passa per l’interiorizzazione attraverso la meditazione e il raccoglimento, fino a giungere all’unione d’amore con Cristo e con la Santissima Trinità.